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Open Source come modello di business19-11-2006 09:40
Opensource
Una delle domande più ricorrenti di amici e conoscenti riguardo al software open source è: "Perché mai un'impresa dovrebbe regalare il software che produce?". Ma vi sono profonde motivazioni economiche alla base dello sviluppo del software libero.

A chi non conosce l'argomento che per sentito dire, il "software libero" sembra generalmente un'idea che può interessare università, centri di studio e studenti con molto tempo libero e molta voglia di diffondere le proprie scoperte.

Ma la cosa che sorprende maggiormente i miei interlocutori è non tanto che il prodotto di un lavoro lungo e complesso, come il software, venga semplicemente "regalato", ma soprattutto che le idee di base che hanno portato alla sua produzione siano divulgate in forma di codice sorgente. È un po' come regalare un prodotto ed insieme il progetto dell'apparato produttivo.

Questo modello è talmente distante dalla logica tradizionale che in prima analisi sembra sovvertire quell'ordine espresso dalla scienza economica.

Invece, vi sono profonde motivazioni economiche alla base dello sviluppo del software libero. In questo articolo cercheremo di esporre brevemente quali sono, come e perché l'Open source è nato e quali sono le sue possibili evoluzioni future.

L'era dell'informatica di massa coincide con la messa in produzione del Personal Computer IBM, nel 1982. Fin da subito, questo nuovo strumento stimola l'attività di numerose software house di piccole dimensioni, spesso evoluzione di quei "centri di elaborazione dati" che fornivano servizi informatici per aziende che avevano deciso di esternalizzare i costi dell'elaborazione. La produzione di software pacchettizzato era generalmente limitata ai soli sistemi operativi, e agli strumenti di supporto e di utilità per gli stessi; la maggior parte delle necessità degli utilizzatori di software a livello aziendale era coperta da queste piccole imprese che lavoravano quasi esclusivamente su commessa, in un rapporto di tipo consulenziale con i propri clienti.

Già verso i primi anni '90, le grandi imprese di software videro la possibilità di occupare questo mercato, altamente redditizio ed occupato da una concorrenza debole e polverizzata; iniziarono così ad apparire i primi pacchetti generici per la contabilità, la produzione di documenti, l'archiviazione dei dati e per quei compiti che dovevano essere svolti in genere da tutte le aziende; la Microsoft, fino ad allora produttrice di sistemi operativi, riuscì a imporre il proprio "ambiente" Windows come piattaforma per la produzione di questi software generici.

Gli utenti vedevano un sensibile aumento del rapporto qualità prezzo del software; un prodotto realizzato su commessa, per quanto personalizzato, sarà certamente più costoso di un prodotto realizzato in milioni di esemplari, specialmente se quest'ultimo viene regalato o fortemente scontato assieme all'acquisto dell'hardware.

La velocità di questo processo ebbe un'impennata alla fine del 1995, con l'avvento del sistema operativo Windows 95; molti dei software prodotti per il sistema precedente, il DOS, o per l'architettura di rete dominante fino ad allora, prodotta dalla Novell, divennero improvvisamente di difficile utilizzo, o addirittura inutilizzabili.

Le software house più piccole erano destinate a sparire, oppure a conformarsi ai nuovi sistemi produttivi, e gli utenti dovettero rinunciare a prodotti personalizzati e adattare i nuovi pacchetti alle proprie necessità.
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